Trapianti pediatrici: sempre più donatori viventi e organi artificiali

Trapianti pediatrici: sempre più donatori viventi e organi artificialiIn occasione della Giornata nazionale per la donazione di organi – svoltasi domenica 27 maggio – l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha presentato le innovazioni e gli incrementi sul fronte dei trapianti, frutto della sintesi tra organizzazione e lavoro in rete, competenze cliniche e avanguardia tecnologica.

L’Ospedale vanta infatti – ma è solo a titolo esemplificativo – la più alta percentuale nazionale di trapianti di rene da vivente (40% contro il 10% circa nel Paese), è l’unico Centro in Europa che ha un’offerta trapiantologica a 360° (organi, tessuti e cellule) e una capacità innovativa che l’ha portato, tra le altre eccellenze di attività, a impiantare  – primo al mondo – un cuore artificiale permanente in un ragazzo.

Considerando che più il bambino è piccolo tanto più sono rilevanti le difficoltà di trovare un donatore adeguato, l’organo artificiale assume un’importanza strategica poiché spesso rappresenta la sola possibilità di sopravvivenza. Sia che si tratti di soluzioni ponte in attesa di un trapianto, sia che costituisca una soluzione definitiva.

La velocità dell’innovazione tecnologica sanitaria, ambito nel quale il Bambino Gesù occupa una posizione di avanguardia nel panorama internazionale, ha reso possibile l’impianto permanente di organi artificiali nei bambini. E’ il caso del ragazzo – allora sedicenne – impiantato due anni fa con il primo cuore artificiale permanente al mondo.

Sempre al Bambino Gesù, il mese scorso, per la prima volta al mondo è stato impiantato il più piccolo cuore artificiale in un bambino di appena 16 mesi. L’apparecchio – mai utilizzato in precedenza – ha avuto bisogno di un apposito permesso per il suo primo impiego da parte della FDA (Food and Drug Administration) e del Ministero della Salute. L’intervento, unico nel suo genere, si è reso indispensabile a causa della gravità delle condizioni di salute del piccolo che non gli avrebbero consentito di sopravvivere in attesa del trapianto di cuore e che, per le condizioni generali non erano compatibili con soluzioni temporanee di circolazione extracorporea.

In chiave pediatrica assumono poi sempre maggiore importanza le donazioni da vivente (che integrano, ma non sostituiscono, quelle da donatore cadavere). Questo grazie anche alle innovative metodiche che permettono oggi di effettuare l’operazione con tecniche di prelievo mininvasive. Il trapianto da vivente è una valida alternativa che garantisce tra l’altro una maggiore sopravvivenza dell’organo prelevato e quindi una migliore qualità di vita per il piccolo paziente e per chi gli ha donato con generosità e amore un rene o una porzione di fegato.

Stimolare la donazione e i trapianti di organi, tessuti e cellule ha un alto valore simbolico, civile e sociale. Ancora di più in ambito pediatrico, perché rappresenta un importante investimento per e sul futuro. L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è impegnato e sta contribuendo in maniera significativa a livello internazionale, anche nella ricerca, per ridurre sensibilmente tutti i rischi clinici di rigetto di un organo trapiantato o di complicanze immunologiche legate al trapianto di cellule.

Redazione Web GenitoriMagazine
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