Nella guerra tra Plasmon e Barilla a rimetterci sono le mamme (e i bambini)

A scatenare la diatriba tra i due colossi alimentari sono state alcune pubblicità comparative di Plasmon, apparse su giornali e in Rete, guarda caso proprio in occasione dell’apertura a Milano della terza edizione dell’International forum on food and nutrition di Barilla dedicato ai problemi dell’alimentazione.

Plasmon Vs Barilla: “Qual è la differenza?”
“Molte mamme – si legge nella prima reclame, che mette a confronto le pennette Plasmon con quelle della linea “I Piccolini” di Barilla – usano pasta per adulti anche per bambini con meno di 3 anni. Questa pasta va bene per gli adulti, ma può contenere livelli di contaminanti anche molto superiori ai limiti di legge stabiliti per i bambini di questa età. Plasmon, attraverso il programma Oasi, garantisce il rispetto di tale limite”. Nella seconda pubblicità cambia il prodotto – biscottini Plasmon a confronto con le macine del Mulino Bianco Barilla – ma non la musica. “Qual è la differenza?” si chiede Plasmon. Quindi risponde: “Molte mamme usano biscotti per adulti anche per bambini con meno di 3 anni. Questi biscotti vanno bene per gli adulti, ma possono contenere livelli di pesticidi anche molto superiori ai limiti di legge stabiliti per i bambini di questa età. Plasmon, attraverso il programma Oasi, garantisce il rispetto di tale limite”.

Nella guerra tra Plasmon e Barilla a rimetterci sono le mamme (e i bambini)

Le pubblicità comparative Plasmon

Barilla vs Plasmon: “Le mamme italiane sanno quello che fanno”
La risposta di Barilla alla pubblicità comparativa di Plasmon non si è fatta certo attendere. Detto fatto, a sua volta ha diffuso una pagina pubblicitaria che mostra un pacco di pasta Barilla e uno di biscotti Plasmon sormontati da una scritta a caratteri cubitali: “Le mamme italiane sanno quello che fanno”. E sotto: “Ieri Plasmon ha pubblicato una pubblicità comparativa che confonde le mamme, perchè mette in relazione prodotti fra loro assolutamente diversi. Ma le mamme italiane sanno quello che fanno e cosa devono comprare. Da più di 135 anni Barilla effettua continui controlli e test per garantire la genuinità, la qualità e la sicurezza di ogni prodotto. Il rispetto per la trasparenza, per l’etica e per il benessere dei consumatori, per Barilla vengono sempre al primo posto. Questo secondo noi fa la differenza. E le mamme lo sanno”.

Nella guerra tra Plasmon e Barilla a rimetterci sono le mamme (e i bambini)

La replica di Barilla: “Le mamme sanno quello che fanno”

Barilla: quella di Plasmon è un’azione grave e sleale
“Con riferimento alla pubblicità Plasmon – si legge in un comunicato diffuso da Barilla – prendiamo atto di un’azione grave e sleale, contraria a tutti i principi di un’informazione chiara e corretta e contraria alla sana concorrenza ed etica comportamentale. Tutti i prodotti alimentari sono regolamentati da precise norme internazionali e nazionali che definiscono in modo preciso i necessari livelli di sicurezza alimentare a completa garanzia della salute delle persone. I prodotti destinati ad un consumo particolare, come per la fascia di età da 0 a 3 anni, sono soggetti ad un regolamento specifico. Plasmon ha comparato prodotti destinati a consumatori differenti, soggetti quindi a normative diverse e specifiche, con l’intento chiaro di fare leva sulla emotività delle mamme con la conseguenza di creare in loro un senso di panico non giustificato e corretto. In particolare nei fatti: nessuno dei prodotti Barilla è rivolto specificatamente ai bambini da 0 a 3 anni; per questo motivo è assolutamente scorretto e ingannevole confrontare pasta per bambini per l’infanzia con pasta che è destinata a uso corrente per tutta la famiglia”.

Ma Plasmon insiste: irrilevanti le affermazioni di Barilla
Ferma la contro-reazione di Plasmon: in una nota, il marchio del babyfood ha infatti ribadito “che tutte le affermazioni contenute nella campagna pubblicitaria sono vere , verificabili, complete e basate su dati analitici incontrovertibili. Del tutto irrilevanti le affermazioni di Barilla sulla ‘ingannevolezza’ del messaggio Plasmon. La campagna avviata da Plasmon è educativa e ha lo scopo di informare e chiarire che fino a 3 anni d’età i piccoli debbono alimentarsi con prodotti che il nostro legislatore, così come quello Europeo, ha deciso di disciplinare in maniera netta, distinguendo il bambino piccolo (0-3) del bambino in crescita e l’adulto”.

Fimp: solo i pediatri possono garantire il “baby food”
Nemmeno a farlo apposta all’indomani della guerra tra Plasmon e Barilla – e dopo la diffusione (un’altra coincidenza?) di una locandina dai contenuti sostanzialmente identici a quelli proposti dalla pubblicità comparativa Plasmon (si veda l’articolo pubblicato da GenitoriMagazine lo scorso 15 novembre) – anche i pediatri della Fimp sono scesi in campo a difesa del cibo industriale per bambini. “
Le famiglie europee – ha infatti precisato il presidente Fimp, Giuseppe Mele, in occasione della seduta plenaria dell’Alleanza Strategica in Pediatria – sono raggiunte da messaggi che tendono a presentare come ‘baby food’ cibi e alimenti sui quali non esiste chiarezza tossicologica e scientifica. La pediatria europea desidera ricordare alle famiglie e alle industrie che solo il pediatra è garante dell’equilibrio nutrizionale di singoli alimenti”.

Nella guerra tra Plasmon e Barilla a rimetterci sono le mamme (e i bambini)

La locandina “comparativa” dei pediatri Fimp

I prodotti industriali per l’infanzia sono davvero così sicuri?
In mezzo a tante parole, quello che viene taciuto alle mamme è che anche gli alimenti specifici per l’infanzia non sempre si rivelano all’altezza degli standard di sicurezza alimentare tanto decantati dalla pubblicità. E’ il caso di uno studio – pubblicato da alcuni ricercatori dell’Universita’ di Pisa sulla prestigiosa rivista USA Journal of Pediatrics e ripreso da GenitoriMagazine in un articolo dello scorso 25 luglio – che documenta la presenza di micotossine in omogeneizzati e latti formulati (liquidi e in polvere). E ancora la notizia del ritiro – lo scorso ottobre, da parte della Mellin – di un lotto della merenda prugna-mela (4x100g) dovuto alla mancata indicazione in etichetta della presenza di un potenziale allergene. E che dire degli allarmanti risultati di una serie di analisi su 27 latti artificiali, bio e non, condotte dalla rivista tedesca Oeko-Test  e documentati da GenitoriMagazine in un articolo pubblicato proprio oggi da GenitoriMagazine? Sicuramente si tratta di casi isolati, che non pregiudicano in toto la sicurezza alimentare dei prodotti industriali per l’infanzia: di essi però non vi è traccia in nessuna pubblicità “educativa” ne’ comunicati stampa di “informazione” alle mamme.

BabyConsumers: le mamme si affidano agli “esperti” e rinunciano all’accudimento
Una cosa è certa: nella guerra tra Plasmon, Barilla (e pediatri) – a rimetterci sono le mamme e i loro bambini. Spiega infatti Giusi D’Urso, biologa nutrizionista e responsabile dello Sportello MangioSano di BabyConsumers: “Oggi il ruolo del nutrizionista è indubbiamente molto diverso da quello di qualche decennio fa. Oggi è d’obbligo occuparsi di nutrizione a trecentossessanta gradi e, a mio avviso, investire più tempo e risorse nella comunicazione e nell’educazione alla consapevolezza. Questo perchè, con lo sviluppo dell’industria alimentare, se da un lato abbiamo acquisito una maggiore possibilità di orientare la nostra scelta verso prodotti specifici e dedicati all’infanzia, dall’altra abbiamo smesso di esercitare quella funzione di istintivo accudimento e scelta critica cui eravamo atavicamente avvezzi. Si tratta dell’istinto protettivo verso la prole e, dalla parte opposta, della continua delega che oggi esercitiamo nelle scelte relative all’alimentazione e alla crescita dei nostri figli. Chi si occupa di pubblicità conosce nel dettaglio ogni sottile meccanismo che si cela dietro uno spot o uno slogan (che in un’antica lingua nord europea significa “grido di guerra”) e gioca molto sull’instaurare una sorta di viziosa dipendenza dei genitori dal prodotto reclamizzato, utilizzando come strumento i loro sensi di colpa o semlicemente i loro dubbi, legittimi e più che naturali”.

E conclude: “Così, invece di considerare il prodotto industriale un possibilità ‘altra’ che può venirci incontro in momenti particolari, quali viaggi, giornate difficli o eventi più gravi quali mallattie della madre, ecc. , finiamo per sceglierli ‘elettivamente’ come alimenti principali dell’alimentazione di nostro figlio senza chiederci altro, perchè tutto ci viene spiegato dalla pubblicità. Il nutrizionismo, nella sua accezione classica, ha in qualche modo offerto il fianco all’industria alimentare, facendosi fautore di un modo di pensare il cibo solo ed esclusivamente in chiave ‘preventiva’. Oggi è necessario che il genitore venga informato bene e correttamente, che lo si ponga davanti ai vari sgnificati del cibo, che gli sia restituito il ruolo di ‘figura accudente’ capace di porsi domande, darsi risposte ed operare scelte consapevoli, senza delegare sempre il pediatra o il marchio di turno. Nutrire è prima di tutto accudire e ogni genitore ha già dentro di sé le risposte e le risorse. Tutto quello che gli serve è una corretta informazione e maggiore fiducia in se stesso”.

Redazione Web GenitoriMagazine

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Comments

  1. admin says:

    Alcuni importanti aggiornamenti sulla vicenda da parte di Barilla:
    – l’azienda ha ottenuto dal tribunale di Milano un provvedimento di urgenza che blocca temporaneamente la pubblicità comparativa Plasmon, in attesa del giudizio di merito previsto per il 28 dicembre, e del parere dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria previsto per il 20 dicembre (fonte della notizia: Il Fatto Alimentare)
    ha inoltre pubblicato sul proprio sito internet una serie di FAQ rivolte alle mamme: http://www.barillagroup.it/corporate/it/home/quick-answers/prodotti/caso-plasmon/contaminanti.html
    infine ha annunciato che nei prossimi mesi modificherà le etichette della pasta I Piccolini, le quali riporteranno la frase “per consumatori sopra i 3 anni”.
    A questo punto, GM si domanda: tutti i prodotti alimentari non espressamente rivolti alla fascia 0-3 anni, ma la cui pubblicità “ammicca” in modo specifico ai bambini, dovranno fare altrettanto?

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  2. […] … ah si si … bella!!! 15 dic Stamattina mi sono imbattuta in questo articolo su GenitoriMagazine e sinceramente ho letto tutto meravigliandomi. A prescindere che non uso la […]

  3. […] Genitori Magazine: Nella guerra tra Plasmon e Barilla a rimetterci sono le mamme (e i bambini) […]

  4. […] ha segnalato questa interessante polemica tra due colossi dell’industria alimentare Plasmon e Barilla, che, come da tempo succede in […]

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Testata registrata al Tribunale di Pisa n.6 del 30/09/ 2011 - Editore: BabyConsumers - Direttore responsabile: Linda Grilli